Aborto

Aborto

L’aborto spontaneo è una interruzione spontanea della gravidanza che avviene entro le prime venti settimane di gestazione. La possibilità che questo evento possa accadere è massima durante i primi tre mesi di gravidanza. Dopo questo periodo il feto ha terminato gran parte dei suoi processi di organogenesi e può affrontare con maggior resistenza il restante tempo necessario al suo completo sviluppo. L’aborto è un argomento delicato di cui si tende a parlare poco ed esiste molta confusione riguardo le modalità e le percentuali legate a questo evento. In questo articolo forniremo alcune informazioni utili per capire meglio il fenomeno e cercare di tranquillizzare le future mamme.

Le ragioni per le quali avviene un aborto spontaneo sono molte e spesso la causa non può essere identificata con certezza. Durante il primo trimestre di gravidanza la causa più frequente è una alterazione cromosomica del feto. Questo tipo di problema può essere legato ad anomalie dell’oocita materno o dello spermatozoo paterno o può rappresentare un errore avvenuto nei processi di replicazione dello zigote. Altre cause possibili sono problemi di salute materni (disfunzioni ormonali, infezioni, malattie sistemiche o traumi in gravidanza), difficoltà nella fase di impianto embrionale, avanzata età della madre, cattive abitudini di vita (fumo di sigaretta, uso di droghe o alcolici, malnutrizione, abuso di farmaci o di bevande contenenti caffeina, esposizione a radiazioni o sostanze tossiche).

La probabilità di avere un aborto spontaneo sono tra il 10 ed il 25 % in età compresa tra i venti ed i trentacinque anni. Sopra i trentacinque anni d’età la percentuale tende a salire al 35%, sopra i quarantacinque raggiunge il 50% . In caso di fecondazione assistita le percentuali sono più elevate. La percentuale per una donna che abbia già subito un aborto in passato si attestano intorno al 25%, non discostandosi quindi in maniera significativa dalla media.

I possibili segnali di rischio di aborto spontaneo sono un dolore lombare moderato o forte (simile ai dolori mestruali, spesso più intenso), perdite di muco rosato, contrazioni uterine, sanguinamento uterino con o senza crampi o la perdita di peso. In caso di comparsa di uno di questi segnali è molto importante effettuare al più presto una visita medica.

Esistono diversi tipi di aborto. Conoscerli può aiutare a comprendere meglio la finalità dei controlli medici ed il tipo di trattamento che verrà effettuato.

  • Minaccia d’aborto: ci sono sintomi descritti sopra, ma l’ecografia conferma che la gravidanza è ancora in corso (integrità dell’embrione e della camera embrionale, presenza di battito cardiaco). Saranno necessari controlli periodici e sarà raccomandato il riposo.
  • Aborto incompleto: in questo caso avviene la morte del feto, la gravidanza si interrompe ed avviene l’espulsione parziale del prodotto del concepimento, mentre una parte (di solito residui placentari) rimane in utero. Ci saranno sanguinamento uterino e contrazioni ricorrenti, tentativi dell’organo di espellere il materiale. In questo caso la terapia sarà mirata alla pulizia dell’utero, attraverso somministrazione di farmaci oxitocici o attraverso l’esecuzione di un piccolo intervento di pulizia chirurgica.
  • Aborto completo: L’espulsione del prodotto del concepimento avviene completamente. Verranno comunque effettuati controlli ecografici e terapie di copertura antibiotica.
  • Aborto ritenuto: la morte fetale non è accompagnata da nessun segnale evidente. Spesso la diagnosi avviene ai normali controlli ecografici. La terapia sarà mirata allo svuotamento dell’utero.
  • Gravidanza anaembriotica (o uovo chiaro): in questo caso l’ovulo fecondato si annida, ma non si sviluppa l’embrione. Compaiono i segni della gravidanza e si sviluppa una camera gestazionale che rimane vuota. Anche in questo caso la diagnosi è prettamente ecografica.

Poiché la maggior parte delle cause di aborto sono rappresentate da anomalie genetiche non è disponibile al momento una prevenzione assolutamente efficace. Tuttavia esistono dei comportamenti che possono ridurre significativamente il rischio.
Mantenere un livello di attività fisica moderata, evitare gli stress ed alimentarsi in modo regolare e sano. Evitare il fumo di sigarette, l’eccesso di peso, gli alcolici e l’abuso di caffeina. Evitare di utilizzare farmaci che possano alterare lo sviluppo del bambino o eventuali sostanze tossiche, i traumi all’addome e gli sforzi fisici intensi. Assumere precocemente e regolarmente la giusta dose di acido folico.

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